lunedì 6 luglio 2015

Cinema giapponese/Monsterz



Sceneggiatura 5: il dilemma di ogni remake, fedeltà che non paga, atmosfere fantasy assenti, la realtà impossibile di un dramma più che spendibile.
Scenografia 5: Giappone sui generis di mercati nei parchi, pesce fresco, asfalto bagnato dalla pioggia, solo qualche inconfondibile backstreet a dare la dimensione del luogo.
Cast 3: al limite della denuncia, il pessimo effetti degli occhi che brillano di luce azzurrata non dà nessuna parvenza di recitazione ai pessimi protagonisti della messinscena.
Regia 5: Nakata l'esempio cristallino del talento scomparso nel disinteresse di un successo rapido ma senza seguito, scene che avrebbero un DNA spettacolare ridotte a semplici quadretti di dubbio gusto.

sabato 4 luglio 2015

Horrorland/Ouija



Sceneggiatura 4,5: tavole medianiche universali, carte abilmente nascoste, esplicitazioni dell'ovvio che perdono ritmo dilapidando il mini-tesoretto di una paura incognita.
Scenografia 5: Los Angeles più che generica, l'insegna di un diner's, una villetta con presenze fisiche nei sotterranei, un tunnel interessante già noto alla filmografia di genere.
Cast 4,5: attori giovani e tutto sommato modesti (cit.), il surplus di esperienza in ruoli chiave ben lontano dal giganteggiare propagandato.
Regia 6: esordiente dalle idee chiare, un paio di scene riuscite (l'impiccagione iniziale e le ombre che interagiscono), mattanze insensate che si susseguono nel nulla sino ai titoli di coda. We love Portorico,

venerdì 3 luglio 2015

Venezia 71/Un piccione seduto su un ramo riflette sull'esistenza




Sceneggiatura 8: il genio del surreale in esperimenti di vivisezione o nella quotidianità di una staccionata, battute caustiche senza un filo logico, fustigazioni a vista per chi crede alla realtà apparente.
Scenografia 6: quinte teatrali per una pièce in 37 scene, la freddezza del tutto a denotare l'ambientazione scandinava anche senza le ben note 'strade larghe'.
Cast 6: comparse che di volta in volta si adattano al canovaccio dell'assurdo, infartuati, turisti, guardie a cavallo, pendolari, venditori ambulanti, ballerini di flamenco.
Regia 7: messaggi in font rétro a collegare senza troppe pretese i chicchi del rosario surrealista, la telecamera è sempre rigorosamente ferma nel punto di vista panoramico di ogni vignetta.


giovedì 2 luglio 2015

Venezia 71/Anime nere



Sceneggiatura 7,5: dell'universalità del crimine, alibi fazioso che copre l'asservimento del paese Italia alle aree senza controllo, pur di una resa assoluta nel ghiaccio delle notti a colpi di lupara. Stati d'animo preistorici come la famiglia di sangue, il clan, la faida.
Scenografia 6: Africo, la mole in cemento armato della chiesa monito di una giustizia assente, spiagge, capre e valli di una terra che vive di mattoni a vista e di saracinesche chiuse. 
Cast 6: il trio di fratelli senza morale e un collante che si percepisce, poco realistiche le comparse piangenti di un mondo fermo inchiodato al proprio destino di autodistruzione.
Regia 7,5: regista notturno già manifestatosi ne Il resto della notte, sfodera flash di intuizione registica nelle lunghe discussioni in auto e nei casolari, il tono è adeguato e plasmato nei tempi sulla vicenda.

venerdì 26 giugno 2015

Venezia 71/Good Kill



Sceneggiatura 7,5: intenti similari, trame quasi parallele, c'è chi fa parlare e chi fa pensare, il pilota di droni e gli effetti collaterali degli omicidi mirati, la disillusione quando tutto crolla e resta solo una strada da percorrere.
Scenografia 6,5: modeste le riprese aeree su di un Marocco sempre troppo rosso per poter essere Medio Oriente (vallo a spiegare a Geografia Zero America), ottimo l'humus di casa Vegas tra luci da vizio e periferie da pedine.
Cast 7: il fido e patriottico Ethan beve anche fuori dalla recita, occhi sbarrati e bottiglia di vodka dal Liquor Shop, è un buon debutto per la nuova Michelle Rodriguez dal sangue lennyico.
Regia 7: Niccol che ci aveva illuso di un' Africa più lontana, Niccol che conosce il mestiere del narratore, Niccol di riprese crude e brevi, zoom sui dialoghi e alternanza di piani narrativi.