sabato 10 ottobre 2015

Horrorland/Le origini del male



Sceneggiatura 6,5: un proposito la pseudo storicità degli esperimenti, un assalto respinto al limbo del thriller paranormale, un crescendo seminale di orrore puro e preamboli anticipati.
Scenografia 7: Oxford di classicità imponente anche in vedute sfuggenti, un interno molto ben ricreato che si modella sull'horror classico nordamericano.
Cast 6,5: tensione che va e viene seguendo il ritmo della follia manifesta nella cavia umana, un fotografo un po' troppo timido e sensualità da comune occupata.
Regia 6: esperimenti che continuano dietro la cinepresa, un found footage ormai decrepito, bordi arrotondati, una bambola quasi assassina per un horror comunque filologicamente compassato.

Letteratura contemporanea/Roversi


Corto d'autore di un giornalismo noir fermo nel tempo, ambientazione e strumenti attualizzati nella flemma investigativa degli anni d'oro di Milano gialla, un intreccio semplice e una rosa di sospettati che si sgrana progressivamente come nella tradizione del filone. Da rivedere sullo schermo del romanzo. VOTO 6,5

giovedì 8 ottobre 2015

Letteratura contemporanea/Faletti


Jean-Loup, un nome un programma (evidente) di mistificazioni improbabili e dissertazioni filosofiche, i protagonisti statunitensi che rendono omaggio al filone da cui l'onesto ex cabarettista attinge a pieni mani le descrizioni degli omicidi. Parvenza di interesse dalla location inusuale, in realtà utilizzata solo per scopi populistici ante litteram. Inutile, nella migliore delle descrizioni possibili. VOTO 4

martedì 6 ottobre 2015

Cinema italiano/La prima neve



Sceneggiatura 7: l'esistenza e la non esistenza, microclimi di ambienti per nulla ostili, il ricordo che sfuma nel dramma onirico, la neve come simbolo di una rinascita dalle ceneri ambiziosamente incompiuta.
Scenografia 8: la valle dei Mocheni a emergere dall'oblio con sistematiche riprese di una fotografia essenziale ed artistica di boschi, bus, vallate e chiesette.
Cast 7,5: due protagonisti che impersonano da soli il film, lasciando ad altre comparse meno efficaci il ruolo di definire il vuoto dell'ambiente circostante.
Regia 7: potenziale inespresso di scene efficaci che raccontano la quotidianità radicata e quella improvvisata, la complicità che non ha età, razza o condizione.


Cinema d'animazione/Inside Out



Capolavoro concettuale di colori e ricordi in una memoria che accumula palline che sbiadiscono, cervelli in balia di cinque emozioni dominanti, il doloroso e affascinante processo della crescita, la morte impersonata dall'immaginazione, le isole della personalità da smontare e rimontare di sentimentalismi e passioni vere. Immenso (cit.)