sabato 24 febbraio 2018

90th_Academy_Awards/Chiamami col tuo nome



Sceneggiatura 7: Ivory rilancia Aciman per il grande pubblico delle sale, l'impossibilità del perbenismo imperante nell'era Trump vale candidature all'idea più che alla realizzazione.
Scenografia 7: la parte migliore del film è paradossalmente proprio quella che più si distacca dal mantra della fedeltà al testo di partenza, scenari lombardi noti (Bergamo, Sirmione) e meno noti (Crema e campagna circostante) per una fotografia semplice ed efficace.
Cast 6,5: il giovane attore protagonista impersona bene l'età e i dubbi improvvisi, manca la convinzione di essere parte di un tutto nelle opache recitazioni che lo isolano.
Regia 6: tema che ha ancora bisogno di essere sdoganato uguale pallida resa di un regista che non osa, attenendosi al soggetto solo per quel che riguarda gli sviluppi esteriori di una storia d'amore assai più convincente sulla carta stampata.

mercoledì 21 febbraio 2018

90th_Academy_Awards/L'ora più buia



Sceneggiatura 7: 1940, la politica che paralizza le entità pomposamente inventate, la regola dell'interesse che si insinua nel dubbio legittimo tra la guerra giusta di Lica e la connivenza pacifica.
Scenografia 6,5: romanticismo da stereotipo in una ricostruzione al computer gentile, ombrelli e limousine, panchine e scrivanie, telegrammi e candele.
Cast 8: Oldman da 10, l'universal acclaim incontestabile per un ruolo perfetto, zoppicano alquanto per contro le comparse somiglianti dei tre 'cospiratori' Neville, Giorgio e Lord.
Regia 6,5: giusto equilibrio tra scene storiche di dialoghi che citano e momenti di riflessione personali sulla caducità dei destini terreni, esageratamente poco plausibile il lungo viaggio tra i patrioti populisti del Tube.

90th_Academy_Awards/Scappa



Sceneggiatura 7: la satira smodatamente voluta dell'ambito horrorifico, i quesiti che si pongono in maniera automatica, la commedia che racconta se stessa nel divertissement puro.
Scenografia 6: una strada e un rapimento, una villa e un party, una statale e un cervo investito, la fotografia che non incide sulla messinscena del grottesco.
Cast 7: la performance dell'isolato, lo stigma generazionale della sopravvivenza dei cervelli, le foto che svelano identità scomparse, la maschera del dubbio e della consapevolezza ha il volto di un Kaluuya perdente.
Regia 6: sorprendente nomination, l'esordio dietro la cinepresa sufficiente di fedeltà a un soggetto da popcorn per Halloween con tanto di mattanza finale citazionistica del genere.

giovedì 15 febbraio 2018

90th_Academy_Awards/Tre manifesti a Ebbing, Missouri



Sceneggiatura 7: storia profondamente americana, il sud e le sue eterne ossessioni sessiste, una giustizia che spara senza preavviso, la vendetta come pretesto per inseguire una vita.
Scenografia 7,5: Ebbing, Missouri, eternata da un titolo che porterà turismo cinefilo, resa estetica in ripetuti particolari e scorci da provincia statunitense.
Cast 7: due grandissimi e sottovalutati interpreti del cinema nordamericano, lo sceriffo suicida dai sensi di colpa esagerati e la madre coraggio di una discesa nel terrore consapevole.
Regia 7: grande confezionamento che non varrà statuette, una intro indimenticabile e un finale aperto, violenza e drammi quotidiani a intersecarsi come nella realtà.

lunedì 12 febbraio 2018

90th_Academy_Awards/The Post




Sceneggiatura 7,5: una storia da raccontare e proiettare in mondovisione nell'era cupissima della peggior democrazia americana, gli scandali che giustificano il potere e l'innato spirito del dovere combattivo nelle redazioni dell'epoca.
Scenografia 5: una Washington falsa come i grattacieli settantiani che non esistono a DC, una strada per un telefono pubblico e qualche Capitol mal posizionato a illudere.
Cast 8: l'abnegazione della Streep encomiabile in ruolo non difficile ma vissuto come sempre a 360 gradi, più misurata l'aderenza al ruolo dell'Hanks giornalista in chiave anti Trump.
Regia 6: Spielberg perde la capacità di raccontare con le immagini, come già in altre occasioni di una lunga carriera, il ritmo soporifiero risulta uno script passato in cinema come in un legal thriller qualunque della sterminata produzione hollywoodiana.