sabato 18 aprile 2020

Letteratura di viaggio/Rumiz


Un viaggio in bici attraverso l'Europa, i ricordi personali, i dettagli che ci aiutano a memorizzare i posti. Poi cresce l'impegno, nel denunciare la guerra, il crollo dei regimi, le conseguenze di entrambe le cose, la politica modesta delle 1000 Italie. Metà Magris, metà Terzani? Che dite, suonerà ingeneroso? Non credo. VOTO 7

Horrorland/Velvet Buzzsaw



Sceneggiatura 6,5: quando l'arte è business, lo spirito puro dell'artista emette condanne. Metafora semplice che calca la mano in maniera per chi scrive esagerata sui tic e le nevrosi del mondo delle gallerie e delle esposizioni artistiche.
Scenografia 6,5: L.A., what else? La nota e poco appealing downtown luccica di graffiti, icone di altre pellicole restituiscono lo charme ben comunicato.
Cast 6,5: Malkovich è il lato giusto, Gyllenhaal la nevrosi dell'indecisione, c'è chi si prende tutto quello che crede meritato e chi in un film non fantastico sarebbe l'insospettabile colpevole.
Regia 7: stessa spiaggia, stesso mare? Team e cinepresa dello Sciacallo calcano ancora una volta le strade dal tramonto di luci impossibile, la resa degli omicidi da manuale dell'horror.

Cinema americano/Insospettabili sospetti



Sceneggiatura 6,5: favola lieve che prepara un finale amaro, chi siamo noi, veramente? L'elogio semplice dell'amicizia vera in un mondo che ha smarrito i rapporti interpersonali.
Scenografia 6,5: Williamsburg e le sue case antiche di parallele a portici di ingresso, per sfondo le due super icone-ponti Brooklyn e Manhattan.
Cast 7: attori che hanno fatto la storia del cinema, saltellare per una torta al rabarbaro, maschere di Frank Sinatra e tatuaggi in henné di telecamere di sicurezza poco efficaci.
Regia 5: la filosofia di vita di Hollywood da sempre è il canovaccio: serenità, difficoltà, tentativo di ricossa, lieto fine. Impensabile intervenire con dettagli che distolgano troppo dal compito prefissato.

Cinema francese/La camera azzurra



Sceneggiatura 6,5: la fedeltà è qualcosa che ci appartiene? Simenon senza il suo feticcio più noto dà il meglio di se stesso, atmosfere cupe tipiche dell'immensa provincia francese.
Scenografia 6,5: Les Sables d'Olonne, i luoghi narrati coincidono, la tristezza di problemi di salute e di coppia tra i palloncini effimeri delle località balneari di secondo piano.
Cast 7,5: Amalric eccelle più davanti che dietro, glaciale la determinazione della Drucker per omicidi perpetrati ai tempi d'oggi con le regole dell'epoca dello scrittore.
Regia 6,5: copia-incolla di uno stile universale, i mille Rohmer non sono passati invano, quotidianità del nulla, dialoghi del banale ed eventi che accadono senza troppe introspezioni.

martedì 14 aprile 2020

Cinema americano/Cena con delitto



Sceneggiatura 6,5: il procedimento narratvo della deduzione nel mistero, carte scoperte ed equivoci, nessuna esagerazione, nessuna grande intuizione.
Scenografia 7: Boston lontana, Boston vicina, i centri abitati profumano vagamente di Canada, profondamente statunitense la splendida villa di pasaggi segreti, verande e memorabilia teatrali.
Cast 7: Craig blancheggia di capacità innate, il sigaro nel buio della notte del testamento, gli occhi grandi della cubana dai tanti passaporti portano rispetto al personaggio vincente.
Regia 6,5: citazioni, quante, da pellicole che fecero la storia del filone giallo comico, la padronanza dei finali annunciati, le ricostruzioni e gli inseguimenti per un confezionamento pulito e responsabile.