mercoledì 13 maggio 2020

Ozpetek filmography/Napoli velata



Sceneggiatura 6,5: atmosfere rétro e magiche che permeano pertinentemente Napoli, storie d'amore e di pazzia, il mistero che cresce e si svela mantenendo in piedi interesse e storia.
Scenografia 7: i vicoli del centro vecchio della capitale duosiciliana, ammennicoli urbanistici e cortili dove appaiono e scompaiono situazioni, lo spot per il museo archeologico nazionale.
Cast 6: lo sguardo perso della Mezzogiorno si interfaccia alla perfezione con l'algida assenza del suo doppio partner, femminielli di costume e un mistero che trascende la storia della città.
Regia 7: il finale aperto è solo l'ultimo gradino di una climax che porta il film a crescere lungo il suo percorso, dal mélo iniziale alla morbosità passionale di certe pellicole pregresse del turco di Roma, sino a un mistero che attraversa le mille paure delle nostre menti.

Cinema francese/Grandi bugie tra amici



Sceneggiatura 6: il tempo immortale dei sequel, che il passare degli anni non esiste per capisaldi di vita comune, per messaggi che si vogliono tramandare per generazioni.
Scenografia 6,5: Cap Ferrat e un fascino innegabile, spiagge di chilometri di acque oceaniche, una villa splendida di giardini conformisti e vecchie Mehari per vagabondare.
Cast 6,5: facce note che recitano una parte già avuta, si rende facile il benessere vacanziero dell'amore e della bevuta, le preoccupazioni dimenticate troppo in fretta.
Regia 6: sprazzi di commedia tra le righe di un dramma eterno, il convivere con gli altri come carta fondamentale da giocare nel percorso a ostacoli.

Cinema americano/In the shadow of the moon



Sceneggiatura 5: la componente fantastica prevale troppo facilmente e rapidamente sul thriller con matrice neo-noir di un inizio fulminante, rendendo mera accademia più di metà del film.
Scenografia 7: Philly luccica, nelle luci rosse e blu della polizia di un passato di colazioni per cena, nelle luci futuristiche di grattacieli azzurrati nella notte eterna delle catastrofi imminenti.
Cast 5,5: ci sono limiti, nella resa di attori non sempre illuminati da una regia che privilegia le immagini ai dialoghi, la componente famigliare a perdersi negli anni.
Regia 7,5: grandissima capacità di resa, la cinepresa valorizza scene violente e dettagli di quotidianità con la stessa passione, seguendo troppo passivamente la sceneggiatura.

lunedì 4 maggio 2020

NeoNoirLand/Freddo a luglio



Sceneggiatura 7: thriller vero, non c'è il pilota automatico, sviluppi sorprendenti incrociano una trama bipartita, la morale mescolata in un'esistenza che si tramanda inutile e dannosa.
Scenografia 7: il finto Texas orientale, qualche orchestrina messicana a ricreare l'ambiente verdissimo dello stato di NY, un capannone di noleggio VHS iconico nella notte dei giganti.
Cast 7: l'assortimento è di lusso, la malattia anticipata dello sfortunato eroe, la perspicacia ben recitata dell'investigatore, il dubbio continuo del padre di famiglia.
Regia 7,5: quando la ripresa è fruizione che passa la funzione, le linee di fondo abbracciano un inizio horror di scorribande notturne in case abitate, un finale gore di mattanze senza ritegno in ruderi chateau-like.


NeoNoirLand/Poliziotti al limite



Sceneggiatura 6: la corruzione è un'arma di grande diffusione, sospensioni di servizio e risvolti inattesi, una lentezza di fondo esasperante a voler caricare la favolosa mattanza finale.
Scenografia 6: l'immaginario concepisce una provincia americana qualunque di droga e prostituzione, alcune strade di Vancouver facilmente riconoscibili di cielo, nuvole e acqua.
Cast 6,5: un anello di tempo perso a inseguire il maschilismo di facciata, il portamento dignitoso delle scale antincendio per il baffo che ha segnato un'epoca.
Regia 6: l'arte del dialogo, l'arte della ripresa attendista, il sesso che apre, la morte che chiude, facile metafora della vita nella visione degradatamente contemporanea della città nordamericana.