venerdì 30 settembre 2022

Horrorland/Midsommar















Sceneggiatura 6,5: ancora una nuova interpretazione di un grande classico dell'horror made in USA, la vacanza in Europa che si trasforma in incubo con un crescendo finale che culmina nella lentezza di un fuoco che arde.
Scenografia 5: se l'Est Europa ha sempre rappresentato un unico territorio per la filmografia di genere americano, ora i confini si sono spostati a occupare anche la Svezia. Non è tanto nella pianura bucolica a essere evidente l'errore quanto nei costumi tradizionali che compaiono per tutto il film.
Cast 6,5: comparse che reciteranno presto il loro ruolo di cadaveri, e altre che fingono con buon realismo il loro ruolo nella piccola comunità schiacciata dalle responsabilità del destino. 
Regia 6,5: il tracciato è monocorde e la paura non esiste, ma rimane l'angoscia di una conclusione che mette le chiavi in mano alla follia senza possibilità di recupero.

venerdì 19 agosto 2022

Horrorland/Climax

 














Sceneggiatura 10: quando l'ispirazione iniziale è tutto, ogni pellicola può essere la migliore. Geniale situazione di scatola chiusa in cui l'elemento di mistero si mescola al sociale, all'horror, al dramma di tutti i giorni. Assoluto.
Scenografia 9: bellissima rappresentazione di una sala centrale che fa da vero e proprio palcoscenico, e dei corridoi secondari illuminati dalle luci variopinte della nostra follia.
Cast 9: venti personaggi possono sembrare un'infinità, ma qui c'è spazio per tutti, in proporzioni quasi paritetiche, anche nel valore aggiunto che questi ballerini professionisti sanno dare alla recitazione del loro io.
Regia 9: girare un film in quindici giorni, lasciare libertà interpretativa agli attori, infilarci una serie di piani sequenza perfetti, alzarsi a ricevere la meritatissima standing ovation al Festival di Cannes. 



mercoledì 29 giugno 2022

Cinema britannico/Ultima notte a Soho

 

Sceneggiatura 7,5: partire prevenuti contro una pellicola per il battage pubblicitario non è mai una buona idea, è bello ricredersi ogni volta, e sperare che un giorno si possa tentare nuovamente di far divenire l'horror mainstream, come nei primi anni duemila. Meraviglioso pastiche di stili che mescola Il diavolo veste Prada con Polanski, il gore con la commedia. Chapeau, dai, diveniamo banali anche noi, per cospargerci il capo di cenere. 
Scenografia 8: le immagini finali di Soho deserta con le prime luci dell'alba valgono una menzione extra, ma per tutto il film una delle zone più centrali di Londra sa luccicare al massimo delle sue possibilità, tra le luci rosse dei peep shows e quelle verdi dei pub, scale di un passato che ha tanto da nascondere.
Cast 7: questa favolosa Valentina nera piace, per come si muove, per come cambia, per come si adatta. Il livello scende con qualche deus ex-machina, ma soprattutto con i comprimari veri (uno su tutte la madre della protagonista).
Regia 7,5: che dire di questo regista che veniva da esperienze giudicate positive ma di tutt'altra risma? Qui sforna il film capolavoro, con le ombre iconiche che giocano il ruolo delle persone reali, le coltellate di 100 notti uguali a loro stesse, il revenge porn della lotta di sesso.



mercoledì 18 maggio 2022

Allen Filmography/Rifkin's festival


 














Sceneggiatura 7: inevitabile vedere nel film una sorta di canto del cigno di un professionista che non si arrende al tempo che passa, nell'arte e nell'amore, mescolando i suoi incubi legati al passato con la realtà.
Scenografia 6,5: Woody in trasferta non è mai stato così efficace come nella sua NYC, forse perché, come dice in questa pellicola tramite il suo alter ego, non gli è mai interessato troppo del Taj Mahal o del Grand Canyon.
Cast 6,5: segnatamente una pellicola in mano al protagonista Wallace Shawn, perfetto nel ruolo dello scrittore fallito, contornato purtroppo da recitazioni assai meno efficaci, per personaggi evidentemente meno profilati e riusciti.
Regia 6/7: a tratti riemerge il grande autore, con passaggi che vanno oltre la trama abbastanza trita della crisi di coppia e del tradimento, il bianco e nero alternato a un colore esageratamente saturato per i Paesi Baschi.



martedì 3 maggio 2022

94th Academy Awards/CODA

 

Sceneggiatura 6,5: Oscar di miglior film a un remake, probabilmente il punto più basso della storia recente di Hollywood, per quanto il compito di shuffle della trama renda (capita raramente) questo film più riuscito dell'originale, come certificato dalla seconda statuetta.
Scenografia 6: considerando il potenziale (anche romantico) della costa est degli States, sembra un'occasione sprecata il puntare solo sugli interni dei pub e delle scuole, pescherecci sul mare mosso di un'opportunità economica da non perdere.
Cast 7,5: Oscar per il ruolo di non protagonista al vecchio padre di una famiglia 'disgustosa', sicuramente la comunità sorda del film si destreggia bene, ma anche gli attori con il dono della parola danno sostanza a una storia altrimenti assolutamente lineare e prevedibile.
Regia 6,5: poche scene cardine (evidentemente il tuffo nel verde di un'acqua sconosciuta e la recita che fa molto 'A star is born') all'interno di un confezionamento esemplare per una prova seconda che ha fatto il botto.