martedì 14 aprile 2020

Cinema spagnolo/El Bar



Sceneggiatura 6,5: incipit, fermarsi lì sarebbe opportuno, e sviluppare diversamente, tra echi di Bunuel e il fascino dell'assurdo che evapora come fialette di antidoti quanto mai attuali.
Scenografia 6,5: la vecchia Madrid di Callao e del Mayorazgo, il café cortado dei tailleur, il listino prezzi scritto con caratteri scolastici alla parete di tapas che non verranno.
Cast 5: corale scarsa, la finta coesione delle mosche, occhi a palla e capelli sporchi, banconi di cuffie che vivono in solitaria, valigette in fotocopia per rastrellamenti esplosivi.
Regia 6: colpi di de la Iglesia, il solito, inutile teatrino messianico portato troppe volte fuori direzione, il surreale che convive con l'ironia amara, il mistero delle morti (molto) più pertinente della missione nelle fogne.

giovedì 9 aprile 2020

NeoNoirLand/John Wick



Sceneggiatura 6: noir di facciata, introduzione, l'attecchimento è quello di serie televisive e arti marziali, l'omicida santo di una nuova religione con regole ancora una volta codificate da altri.
Scenografia 7: NYC riluce nei suoi baracchini, nelle sue icone più note, nei colori al neon di asfalti bagnati di sangue, finti Flatiron da adorare nella prossima vita.
Cast 6: il discorso essenziale sulle origini, sulle sette corone ammesse alla tavola, l'eleganza di un respiro affannato rende Wick facile icona dal minuto zero.
Regia 5,5: l'esordiente che legherà il suo nome alla saga, l'intro che svela già sviluppi successivi, la personalità nulla nel seguire con obbedienza l'arte di chi invoca un dubbio.

giovedì 2 aprile 2020

NeoNoirLand/Lo Sciacallo



Sceneggiatura 7: l'avidità come algida soglia, il tepore caldo di pistole che scelgono a chi sparare, l'intreccio di sensazionalismo e violenza di una società da tempo malata terminale.
Scenografia 6,5: ombre di conseguenze sulle collinari a curve, sorpassi laterali per arterie commerciali di profondità infinite, Granada Hills a homejacking da diretta televisiva.  
Cast 7: serpeggiano la quotazioni giuste nello Sciacallo dagli occhi di ghiaccio, cosa resta di una negoziazione sbagliata se non un copione per spirare?
Regia 7: scene corali di provato realismo, la notte come unica grande ispirazione, pedine che si muovono negli incastri della trama e in quelli del destino.

lunedì 30 marzo 2020

Cinema americano/Se mi lasci ti cancello



Sceneggiatura 8: il genio dell'invenzione, il delirio dell'aberrazione, un mix esplosivo che perde qualche composizione nel passaggio riveduto e corretto dal soggetto da Oscar al copione lacunoso.
Scenografia 6,5: Montauk è iconica, una casa che si sfalda progressivamente tra la sabbia e le onde, i binari di una stazione ferroviaria dove i treni dei pendolari viaggiano senza cancellazione.
Cast 7: i tic dell'impulsività dai capelli colorati e le moine di un corteggiamento sfacciato, Carrey è la disperazione di tutti noi davanti a un amore finito.
Regia 6-: un preambolo che si capisce troppo presto essere un seguito, a far perdere verve alla scomposizione spazio-temporale, sequenze classiche da commedia cult e il lungo sogno dei ricordi che resistono. 

sabato 28 marzo 2020

Letteratura contemporanea/Crovi


L'atmosfera fin troppo ricreata di una Milano sotto l'occupazione fascista. Decine di aneddoti che spostano l'attenzione del presunto giallo ai costumi dell'epoca, alla storia della città, ai monumenti scomparsi, alle tradizioni dimenticate in un mix poco riuscito di Scerbanenco e saggio storico. VOTO 5