martedì 17 gennaio 2012

Cinema israeliano/Or





Sceneggiatura 7: poesia di un profondamente difficile rapporto madre-figlia, la solitudine dei 17 anni che cresceranno a velocità doppia, le sigarette in pigiama sulle scale, i baci e le risate di chi percepisce il momento sfuggente, le sfaccettature più o meno nascoste di una società maschilista.
Scenografia 6: minimale per riflesso di marciapiedi e cabine telefoniche, supermercati e fast food, porte senza rete e fili della luce, Israele da plasmare e da inventare giorno dopo giorno nella calura asiatica di almeno venticinque nazioni messe meglio (cit.).
Cast 7,5: Ronit Elkabetz e la giovane Dana Ivgy, entrambe premiate a festival minori, entrambe personaggi molto prima che attrici.
Regìa 7: semplici piani sequenza rohmeriani, anche fuori campo, vita quotidiana di serate davanti alla tv, acconciature fatte in casa e cantati sotto la doccia. La lezione francese assimilata, la Yedaya ci narra la prostituzione e i suoi effetti, l'abiettitudine dei clienti (ubriachi) e il richiamo della strada a spazzare volontà e affetti.


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