Sceneggiatura 6: un classico immediato, esacerbato dal distacco evidente con la serie televisiva, titolo fuorviante per le vicende descritte, un mix di new wave sentimentalista e minimalismo da singlepatia nell'alta società newyorkese, sempre (in partenza) alla portata di tutti, come già Il Diavolo veste Prada aveva catechizzato, quasi a lavare i sensi di colpa del desiderio e dell'invidia.
Scenografia 5,5: i paparazzi elemento di disturbo per uno shoot annunciato in central Manhattan, resta la sensazione dell'occasione sprecata per mezzi e scenario a disposizione.
Cast 6,5: il film restituisce alla recitazione la Parker, fagocitata a tal punto dal suo personaggio da immedesimarsi perfettamente, meno convincenti le nevrosi cattraldavisnixoniane.
Regìa 5: Who is Michael Patrick King? He is openly gay (cit.). Stavolta la scelta di dare fiducia al regista delle avventure televisive non paga, la telecamera è in siccità perenne da inquadrature caratterizzanti, l'intermezzo 'messicano' sembra un episodio a sé stante. Bocciato.
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