Sceneggiatura 7: il ritmo lento trasmette magnificamente la futilità della guerra, la posizione super partes sottolineata da una musica quasi impercettibile che fonde le tradizioni israeliane con un canovaccio di ritirata silenziosa dall'IDF security zone.
Scenografia 7+: Inov gioca sul colore, i grigi delle trincee, i verdi dellle camionette, l'alba azzurra, l'esplosione arancione, per scenario la 'fortezza' di Nimrod nel nord delle alture del Golan.
Cast 6,5: recitazione corale come da manuale del film di guerra, se ne staccano delicate scene di commozione e commiserazione che però non hanno la forza di creare singola introspezione.
Regìa 7: pagine di buon cinema, la tv che parla del morto del campo nel silenzio buio delle preghiere passate, le granate improvvise annunciate acusticamente nella vita quotidiana del bunker, la smobilitazione dei vessilli ebraici salutata con sorpresa e minima soddisfazione. Manca qualcosa, Cedar non ha osato, ritrovandosi con un prodotto finale a metà tra il capolavoro e l'ennesimo film di disagio bellico.
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