Sceneggiatura 5-: il cappello introduttivo-finale, a metà tra Pieraccioni e la cassetta statunitense degli '80-'90, squalifica la compatta e fantasiosa ricostruzione storica, dove i sentimenti buoni dell'ingenuità infantile e i cavalli alati di statue rinascimentali romane sconfiggono le tematiche della resistenza incrociata e dell'integrazione dei neri nella società americana. Occasione sprecata.
Scenografia 6,5: Gioviano, Tuscany, case in pietra dove il tempo sembra fermo alla seconda guerra mondiale. NYC, USA, dove auto e vestiti ad hoc ricreano gli eighties.
Cast 5,5: la pattuglia italica, con Favino, la Cervi e Lo Cascio fa inopinatamante sprofondare il realismo più che sufficiente offerto dai 4 negroes eroi bellici, di differenti e buone caratterizzazioni psicologiche.
Regìa 7: estrapolando dal marasma complessivo del plot le mere scene di guerra, dell'ennesimo film di Spike Lee rimane un meritevole retrogusto al realismo, con SS, partigiani e buffalo soldiers a darsi battaglia nei vicoli acciottolati di un borgo medievale sulla linea gotica.
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