Sceneggiatura 5: il grande schermo di Coward, già griffato Hitchcock ai tempi del muto contemporaneo, viene riproposto ottant'anni dopo di zitelle e madri ultra conservatrici, padri progressisti e avventuriere esotiche, classicamente munito di svolta nazionalpopolare hollywoodiana-britannica (affidata all'australiano Elliott in un trionfo globale della prima lingua, n.d.b.).
Scenografia 6,5: Cambridgeshire e Oxfordshire, il verde riposante della campagna inglese della caccia alla volpe e delle lanterne giapponesi, 100% nobiltà.
Cast 5: Firth svogliato in un ruolo di marginalità romanzesca, programmatica per una volta la Scott Thomas, indecente Barnes, per assurdo sembra quasi che chi reciti meglio sia la fiacca Jessica Biel, al primo ruolo di protagonista in carriera.
Regìa 6,5: bentornato Stephen, la tua cinepresa ama i particolari riflessi e i dettagli fuori campo, sapendo adeguare il ritmo a quello della storia narrata. Ma ora non sederti più al tavolo facile dei remake, te lo chiede la tua Priscilla.
Nessun commento:
Posta un commento