martedì 17 gennaio 2012

Cinema israeliano/Kedma

 



Sceneggiatura 5: tentativo ingenuamente poco convinto di fotografare la guerra di indipendenza, pilastri storici resi con veridicità da kolossal americano, arretrata ai 30's la nave (Kedma, appunto, n.d.b.) dello sbarco, fuori dal tempo e dallo spazio la sgangherata truppa britannica, avanzato alla guerriglia dei 60's lo scontro a fuoco sulle pallide colline.
Scenografia 5: scenari così banali da sembrare un set costruito appositamente per la pellicola, di ulivi e cascinali abbandonati, grotte di catacombe pionieristiche, spiagge palestinesi, camionette di profughi ante litteram e gole brulle di agguati a baionette.
Cast 5,5: aspri monologhi che vorrebbero difendere ambo le posizioni, finendo per esasperare la finzione involontaria delle vicende di script e interpreti inadeguati.
Regìa 4-: pura retorica (Eden e Exodus pare abbiano fatto peggio, non oso immaginare...) di immigrants giudei e peasants arabi parimenti ignoranti e stucchevolmente romantici, lentezza di scene a tratti imbarazzante, meditazione sulla guerra portata avanti da carrellate intermittenti e granate fuori campo, l'eredità dell'olocausto rimossa dalla proiezione nel futuro delle tradizioni da reinventare. Scontato, sprecato, vuoto.

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