Sceneggiatura 6,5: la cricca georgiana e le tradizioni caucasiche di appuntamenti galanti famigliari, timidezza di approcci, tacchi alti a letto, adulteri da documentare in foto, spade sguainate contro l'infamia e scelte semiforzate a ripudiare passioni e happy ending. E quando il campanello suona, entra la disillusione.
Scenografia 6+: interni da sit-com statunitense dei '90 (mancano solo le risate finte, n.d.b.), auto di terza mano e situazioni territoriali da degrado urbanistico della provincia polverosa ai margini di Tel Aviv.
Cast 6: altre volte più efficace la Elqabitz, carica erotica immutata nela prolungata e decensurata scena di sesso, ancora acerbetto l'Ashkenazi di Camminando sull'acqua.
Regìa 6: commediola dei pregiudizi e delle differenze culturali, che Koshashvili vira imprevedibilmente a sfavore dell'amore vero, la tipica lentezza di ogni scena chiude il cerchio, il tardivo è il 31enne che cede al trionfo della famiglia sulle sue volontà.
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