Sceneggiatura 4,5: vicenda cucinata a base di choc, spezzoni scollegati di umili origini sotterrate e tradimenti culturalmente ovvi. Omosessualità, incesto e omicidio, temi impossibili per un'introspezione inesistente.
Scenografia 6,5: belle immagini panoramiche e generiche, qualche figurina di intervallo alle scialbe azioni dei protagonisti tra New York, London, Paris e le isole iberiche.
Cast 6: c'è assolutamente Julianne Moore, l'unico vagito di plausibilità di tutta la pellicola.
Regìa 5: banalità di scene obbligate alternata a inquadrature artistiche senza una logica di alcun tipo, minimalismo involontario al servizio della trama, Kalin trasmette solo noia e aberrazione.
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