Sceneggiatura 7,5: un fumetto anarchico degli anni '80 adattato al gusto cinematografico dell'era Fahrenheit 9/11, 50% Orwell, 50% Nazi, il 5 Novembre, maschere di Guy Fawkes, attacchi chimici e castigatori del coprifuoco, la V rossa matrixizzata dai pugnali lanciati dei fratelli Wachowski. E Rosemary Almond?
Scenografia 6,5: distopia futuristica dei Babelsberg studios, di grande potere evocativo il logo del regime Norsefire, da cuore che batte la stazione abbandonata della metro (Strand/Aldwych, we will see each other again).
Cast 5,5: il Rea appassito sa fare di meglio, Weaving ben anestetizzato dalla maschera, la Portman zoppica nell'impegnativo ruolo di Evey Hammond, il migliore è The Voice of London, l'anchorman della BTN Lewis Prothero alias Roger Allam, scuola teatro classico. The Salt Flats forever!
Regìa 5,5: l'ex assistente australiano promosso regista rallenta eccessivamente il ritmo con dialoghi dilatati da monologhi politici e flash back approssimativi di omosessualità trionfanti, le scene corali di Ciaikovski e Beethoven banalizzate di tagli convenzionali e omogeneità delle masse, semididascaliche le sparatorie da cassetta. Ora London non sarà più la stessa.
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