lunedì 16 gennaio 2012

Cinema francese/Cous Cous



  

Sceneggiatura 7+: vita quotidiana di famiglie allargate franco-tunisine, precarietà del lavoro, rapporti limati dall'infedeltà e dalla gelosia. Mosaico quanto mai realistico su cui innestare la ricerca dell'ideale della sopravvivenza, un barcone-vagone da lasciare in eredità a figlie e figliastre.
Scenografia 7: Sète amata di caffè sfuggenti e canali degradati, la mano protettiva del porto, le scorribande in motorino a proiettare ripetuti tramonti da coronarie.
Cast 8: assolutamente perfetta Hafsia Herzi (CF, n.d.b.) di pause e di smorfie, di sguardi profondi e balli sensuali, improvvisazioni da grande interprete della vita di tutti i giorni. I finti russi abbassano un po' il livello generale, comunque alto.
Regìa 7-: Kechiche racconta e denuncia, intrattiene e commuove, lenta la macchina da presa in molti passaggi, di ovvietà burocratiche e accuse di chi non sa più parlarsi, eccessivamente soporiferi alcuni dialoghi conviviali. Promettente.


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