Sceneggiatura 7: soggetto strepitoso, l'allegoria di un pellegrinaggio a Santiago de Compostela condotto nel tempo, tra le eresie religiose e il forte richiamo della fede. Ma la meticolosità si traduce in scene slegate, il più delle volte talmente lunghe da preponderare sul cammino incerto dei barboni svogliati.
Scenografia 5: chi si lamentava di un inzio precoce a Le Puy non gradirà certo l'Ile de France e soprattutto la cattedrale di Tours quasi a metà viaggio (film). Documento d'epoca le strade trafficate di auto, nessun criterio di selezione per paesaggi banalizzati che non contribuiscono all'opera.
Cast 4: nutrita truppa di attori professionisti francesi che cadono senza impegno in un calderone dal tono documentaristico, personaggi immaginari di una finzione nella finzione del plot, impossibile l'introspezione psicologica.
Regìa 5+: manifesto di genialità che paga un invecchiamento accelerato e l'eccessiva didascalità delle ricostruzioni storiche, il surreale annacquato dalla poca credibilità di partenza. Restano messe in scena grandiose della travagliata esperienza cristiana, iconografie positive, messaggi di una spiritualità profondamente sofferta. Il mio fine è mettere il padre contro la madre (cit.).
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