lunedì 16 gennaio 2012

Cinema messicano/Il fantasma della libertà





Sceneggiatura 8: surrealismo estremizzato e manifesto, une histoire sans histoire, il filo rosso che congiunge destini e vite della classe media soffocata dalla moralità e dalle convenzioni sociali.
Scenografia 5: la classe scolastica della bambina che c'era, l'osteria albergo di masochismi incestuosi e telefoni fuori uso, la sala da bagno a water e il pranzo a vassoi, il cimitero di fantasmi e lo zoo di rivolte, rievocazioni malriuscite della Toledo dell'800. Il buio permea eccessivamente le riprese, lontane dal trasmettere un'ambientazione che al regista non interessa.
Cast 6: una parata di attori per un pout pourri recitativo di esperienze slegate tra di loro. Gradellini-Frankeur oste premuroso, Maistre professore geniale, Celi medico autobiografico.
Regìa 7+: foto indecenti di edifici parigini, postini che entrano nelle stanze da letto, animali a fare capolini sporadici, accademie di polizia di spilloni e reprimende, poker di monaci alla bacco tabacco venere, carneficine di mira processata e autografi alla pena di morte. Scene in media assai ben riuscite, l'ex abrubto di una trama senza capo nè coda una logica conclusione.


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