Sceneggiatura 9: soggetto meravigliosamente drammatico, gli anni d'oro del crollo di Stasiland, storie d'amore tormentate di regimi di favori e redenzioni progressive, sonate per uomini buoni che condividono un sentimento raro, statistiche sui suicidi pubblicate all'ovest e macchine da scrivere fatte sparire all'ultimo momento. Poesia struggente.
Scenografia 7: difficile ormai ricreare l'atmosfera della RDT, ma luci al neon e interi isolati berlinesi sono un buon punto di partenza per von Donnersmarck.
Cast 8: espressività camaleontica per HGW XX/7-Ulrich Muhle, splendido nella sua battuta finale 'è x me' (mutilata dal doppiaggio, n.d.b.). Psicofarmaci dipendente CMS-Martina Gedeck (bravissima), integerrimo Laszlo-Sebastian Koch, pure autore di una buona prova.
Regìa 8-: poteva essere il film dell'anno e anche qualcosa di +, far risvegliare i maestri nella tomba, ma il regista esagera coi finali drammatici...un capolavoro del cinema l'incidente mortale, ripetitivo ma sempre incisivo il momento della caduta del muro, un filo eccessiva la ricerca da amico ritrovato.
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